Sono famosi

Il Ministero della Giustizia lavora ad un decreto delegato in materia di intercettazioni. Un grande quotidiano ha anticipato ieri i contenuti della bozza e li ha commentati con disappunto.

Lo schema di decreto, cioè la bozza, farebbe prevalere la privacy sul diritto di pubblicare le intercettazioni. Secondo il quotidiano, invece, i personaggi pubblici avrebbero diritto ad una privacy “attenuata” rispetto alle persone comuni, soprattutto quando rivestono cariche pubbliche.

Le norme europee e le norme italiane in materia di privacy, in realtà, non distinguono tra VIP e persone comuni: il confine sarebbe troppo difficile da individuare. E poi perché le persone famose avrebbero meno diritto alla riservatezza degli altri? Si tratta pur sempre di un diritto fondamentale.
Per fare un po’ di chiarezza, è utile citare una decisione dell’ICO (l’autorità garante per la protezione dei dati personali del Regno Unito) la quale ha deciso che non può essere considerata violazione dei dati personali la pubblicazione, da parte della Virgin Trains East Coast, delle immagini di Jeremy Corbyn (leader del partito laburista inglese) ripreso durante un viaggio sui treni della stessa Virgin.
Questa decisione, tuttavia, non è stata assunta perché Corbyn, come personaggio famoso, avesse meno diritto alla privacy, ma perché lo stesso Corbyn aveva in precedenza pubblicato un video che lo ritraeva durante il viaggio in treno.
L’ICO ha sanzionato, invece, il fatto che le riprese della Virgin mostravano il volto di altri passeggeri presenti sul treno insieme a Corbyn. Perché, spesso, il personaggio famoso si accompagna a persone comuni, ad esempio quando prende il treno e sicuramente quando parla al telefono.

Le foto, le riprese e le intercettazioni hanno un limite nella privacy di tutti, che siano famosi oppure no.

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